Battistero Neoniano

Il Battistero Neoniano

 

Di fianco al Duomo puoi vedere il battistero Neoniano o degli Ortodossi, nel cuore di un piccolo giardino ben curato. D’estate, in occasione della Festa di san Giovanni, viene celebrata la S. Messa “a porte aperte”: un invito ad entrare, per assaporare la bellezza del rito dentro questi preziosi spazi.

Ancora oggi, se siete fortunati, potete assistere anche a qualche battesimo, in questo luogo-simbolo del sacramento. L’unico pericolo è quello di assistervi distratti dalla contemplazione della cupola e magari da un interrogativo: chi è quel terzo personaggio che compare nel Battesimo di Cristo, di fianco al Salvatore e a san Giovanni?

Cupola del Battistero

Battistero neoniano 2\

Unico al mondo

Entrando nel battistero Neoniano, di forma ottagonale, ti trovi di fronte ad un unicum, per ciò che concerne l’arte paleocristiana e bizantina: l’edificio battesimale meglio conservato al mondo, sia per la struttura architettonica che per l’interno (marmi, stucchi e mosaici). Dei più antichi battisteri, realizzati tra i secoli IV e V ad Antiochia, Costantinopoli, Efeso, Treviri, Milano, Aquileia e Roma, sopravvivono infatti solo i muri perimetrali o solo la pianta.

Un po’ di storia

Verso la metà del secolo V, il vescovo Neone (450-475) decise di rifare la copertura del battistero della Cattedrale, che il vescovo Orso aveva eretto qualche decennio prima (da qui il nome di basilica Ursiana, poi ricostruita nel Settecento).

Con il naso all’insù

Esterno

Il Battistero è un edificio a pianta centrale, di forma ottagonale, con 4 lobi che corrispondono alle absidi, disposte a X. Il corpo è una torre ottagonale che ha funzione di tiburio (racchiude una cupola visibile dall’interno) e copertura con tetto piramidale.
Nel complesso è molto semplice, l’unica decorazione ed è costruito in laterizi.
La forma ottagonale dei battisteri bizantini ha una forte valenza simbolica. Il numero otto dei lati corrisponde, infatti, ai sette giorni della creazione del mondo e all’ottavo giorno: quello della resurrezione e della Vita eterna. E’ quindi chiaramente collegato al sacramento del Battesimo.

Interno

Al centro si trova il fonte battesimale, ottagonale, risalente al rinascimento. In alto c’è la cupola emisferica (fittile). Il pavimento originale è a 3 metri più sotto di quello attuale.
L’interno del battistero presenta una ricchissima decorazione con mosaici, stucchi e incrostazioni marmoree che crea un’atmosfera particolarmente suggestiva.
La cupola è interamente decorata a mosaico. Nell’insieme c’è un effetto dinamico di rotazione dovuto al movimento degli apostoli, presentati mentre camminano in due cortei, alternati ai candelieri.

Si suddivide in tre anelli concentrici:
1) al centro, un medaglione con il Battesimo di Cristo
2) nell’anello mediano, il Corteo dei Dodici apostoli
3) nell’anello più esterno, i Simboli del Giudizio Finale.

Il Battesimo di Cristo

Il Salvatore è presentato frontalmente ed è immerso fino ai fianchi nelle acque del Giordano; il Battista (a sinistra), ritto sulla sponda del fiume, è visto di profilo ed è colto nell’atto di versare l’acqua sul capo del Cristo, sulla cui perpendicolare si libra una colomba ad ali spiegate, simbolo dello Spirito Santo.

Dalle acque emerge, sulla destra, la pagana personificazione del fiume Giordano, individuata dalla scritta abbreviata IORDAN (US) N (UMEN), cioè Nume (divinità) del Giordano.

Ciò dimostra come sia difficile abbandonare del tutto l’iconografia tradizionale che l’abbondante produzione artistica imperiale era arrivata a diffondere sin negli estremi domini di Roma e anche oltre.

La scena è composta con pochi elementi essenziali e naturalistici: le rocce, le piante, i corpi solidi e pieni di volume, sono tutti elementi di stile ancora classicheggiante. Ci sono anche degli effetti luce molto interessanti: la trasparenza dell’acqua e la lucentezza del corpo bagnato di Cristo: molto difficili da rendere con il mosaico.

Un certo naturalismo costituisce quindi la prima caratteristica di cui ci si accorge.
Tuttavia il cielo è un fondo dorato. Esso rappresenta, in modo simbolico, la gloria del Paradiso. Per impedire che i contorni dei personaggi si perdessero contro quel cielo irreale, l’artista li ha sottolineati con una decisa linea rossa. In tal modo i corpi risultano alquanto privati del loro volume, poiché la linea continua ha soprattutto la funzione di sottolineare il disegno, cioè la bidimensionalità.

Fonte

Fonte 2

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